La rinascita di Cantù e Varese: quattro protagonisti, una storia

La rinascita, Cantù e Varese sono risorte dalle ceneri
 di Alessandro Palermo  articolo letto 1812 volte
foto IASENZA
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MIA Cantù e Openjobmetis Varese, cosa hanno in comune le due squadre? Tanto. Oltre al fascino ed alla storia, le due piazze - tra le più importanti della pallacanestro italiana - stanno vivendo un momento della stagione che le accomuna. Rivali da sempre, le due società lombarde stanno attraversando un periodo magico, dopo diversi spezzoni di buio totale. Cantù e Varese, rispettivamente al dodicesimo ed al tredicesimo posto in classifica. Una griglia non proprio positiva, direte (giustamente), ma il bello è nascosto nei dettagli. Si sa, spesso e volentieri, sono proprio i dettagli a fare la differenza. MIA e Openjobmetis, le due squadre - insieme a Capo d'Orlando - più in forma della Serie A. E domenica 2 aprile sarà tempo di derby, a Desio, dove si prospetta tutta un'altra sfida rispetto a quella disputata all'andata,

QUI CANTU' - RECALCATI
I brianzoli vengono da tre vittorie consecutive, battute in ordine Reggio Emilia, Caserta e - l'ultima più recente - Brindisi. Tre successi che combaciano con l'arrivo, o meglio dire "il ritorno", di coach Carlo Recalcati in quel di Cantù. Con l'allenatore classe '45, i biancoblù viaggiano ad una media di 88.6 punti segnati, cifra molto alta, così come la percentuale da tre punti: 47.1%. Tre partite sono poche per trarre delle conclusioni ma l'impressione è che Cantù abbia fatto un bell'upgrade con Recalcati. Conclusioni no, valutazioni sì: i brianzoli sono passati dai 76.9 punti dell'era Kiril Bolshakov (in 11 gare) ai già citati 88.6 (in 3), un bel miglioramento. La MIA attacca con ferocia, perdendo qualcosa in difesa ma è un aspetto che "Charlie" ha più volte dichiarato di voler sistemare. La differenza, comunque, non è così ampia, anzi: 79 punti subiti con l'ucraino, 79.6 con il coach milanese. La Cantù di Recalcati, però, perde molti meno palloni: appena 9.3 di media, contro le 14 perse dalla Cantù formato Est Europa. Un dato significativo, dal quale si può intuire come il cambio di allenatore abbia giovato soprattutto ai giocatori, i quali devono averci guadagnato soprattutto in termini di fiducia nei propri mezzi.

QUI VARESE - CAJA
Per quanto riguarda, invece, il discorso inerente alla Openjobmetis, per la truppa biancorossa sono ben quattro le vittorie consecutive. Otto punti in fila - maturati contro Pistoia, Avellino, Pesaro e Brescia - che hanno tolto Varese dalla zona calda. Dalla possibile retrocessione al sogno (quasi utopia) playoff, il passo è stato brevissimo. La OJM ha la salvezza in tasca, va soltanto cucita. La faccenda varesina è più complessa da valutare, in quanto Attilio Caja è seduto sulla panchina biancorossa da più tempo rispetto a Recalcati. Possiamo comunque valutare il suo operato positivamente, paragonandolo a quello di Paolo Moretti, il quale non ha avuto la stessa fortuna (o bravura, fate voi) di coach "Artiglio". Con Moretti Varese ha segnato 77 punti di media in 12 partite, con Caja 77.1 in 11. Differenza minima, così come nei punti subiti: 80.6 contro l'80.5 dell'era Caja. Numeri sui quali viene difficile immaginare un paragone, diverso invece il discorso dopo la Final Eight di Rimini, dove Varese ne ha vinte 4 su 4, cambiando completamente pelle. Dal match contro Pistoia alla trasferta di Montichiari, Varese ha segnato 84.2 punti di media, subendone appena 75.2., questi invece sì che possono essere ritenuti numeri significativi.

LA CONNECTION
Le due strisce positive hanno due protagonisti, che sul campo stanno facendo la differenza. Due che, con il cambio di allenatore, hanno saputo svoltare la stagione delle rispettive squadre. Stiamo parlando di David Cournooh e di Dominique Johnson, killer spietati che fanno le fortune di Cantù e Varese. Trasferitosi dalla Toscana alla Brianza, in maglia Cantù Cournooh segna - da quando è arrivato recalcati - 16.3 punti di media, tirando con un eccellente 50.7% da oltre l'arco. Mentre Johnson, ex Alba Berlino, da quando è atterrato a Malpensa viaggia a 18.3 punti di media. In 12 partite disputate, il nativo di Detroit ha segnato 42 triple su 103 tenatate (40.8%) ma il dato eclatante è nel post Final Eight. Nelle quattro vittorie di Varese, infatti, Johnson ha segnato 21.5 punti ad incontro, tirando dalla lunga distanza con ottimo 44%. Numeri, volti che ci dicono una cosa sola: Cantù e Varese hanno i loro trascinatori, sia in campo che in panchina. Recalcati-Cournooh, Caja-Johnson, due coppie fenomenali.


Editoriale a cura di Alessandro Palermo
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