Italia senza fiato, domani l'ultima fatica contro la Serbia

20.09.2013 19:24 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1601 volte
Italia senza fiato, domani l'ultima fatica contro la Serbia

(Mario Arceri) - C'è una sola spiegazione: spremuti come limoni, a pezzi fisicamente e moralmente dopo la gagliarda battaglia perduta contro la la Lituania, gli azzurri hanno lottato più o meno alla pari contro l'Ucraina per tre tempi per cedere poi nell'ultimo quarto, iniziato come già ieri (0-15) in pieno blackout.

Stavolta il parziale negativo è stato solo di 0-8, ma si aggiungeva al -3 portato in eredità dal terzo quarto, mentre sono stati anche stavolta sei i minuti senza segnare, rotti, come già ieri da Belinelli in lunetta: ieri due su due, oggi uno su due, a dimostrazione del calo psicofisico dell'uomo di maggiore prestigio a disposizione di Pianigiani, protagonista purtroppo anche della più fallimentare prova dell'intero Europeo...

Marco ha segnato 2 sole volte su 19 tentativi, addirittura 1/11 da due (9.1%) e 1/8 da tre. Contro la Lituania le polveri bagnate erano quelle di Aradori che oggi ha cominciato bene per finire però come il compagno: 12 punti a metà gara, altri tre, e dalla lunetta, nei restanti 20' nel corso dei quali l'Italia ha segnato la miseria di 24 punti vedendo precipitare le percentuali di tiro dal 45% di metà partita al 32% scarso finale in decisa controtendenza rispetto all'Ucraina che è invece migliorata strada facendo soprattutto grazie a Jeter, il fratello di Carmelita, medaglia d'oro sui 100 piani a Londra, autentico match-winner della partita segnando 10 degli ultimi 14 punti ucraini senza che nè Cinciarini nè Diener riuscissero a fermarlo.

L'Italia è andata avanti (12-5 dopo 7' e 34-30 dopo 39') finchè prima Aradori e poi Gentile e Datome hanno segnato con dignitosa continuità. Spenti anche loro, sono servite le triple di Melli (!) per tentare l'ultimo aggancio (da 49-59 a 58-63) quando mancavano ancora ottanta secondi serviti però solo all'Ucraina per arrotondare il punteggio (66-58).

In realtà l'Italia ha sofferto moltissimo la fisicità degli avversari. Ha prevalso ai rimbalzi (44 contro 40, 14 in attacco), ma si è beccata ben otto stoppate. Ha perso troppi palloni, non è mai stata realmente pericolosa (appena 14 i falli a favore), i suoi centri, prima Cusin poi Melli con un breve intermezzo di Magro (2 punti) sono stati sopraffatti dai robusti saltatori ucraini commettendo 10 dei 20 falli complessivi degli italiani.

Venendo meno la pericolosità degli esterni, mancando lucidità e freschezza in regìa per attaccare con efficacia una squadra atleticamente più in forma e con minori acciacchi, l'Italia ha dovuto contrastare punto su punto un'avversaria che in tempi e in condizioni diversi non avrebbe avuto difficoltà a superare senza troppa fatica per gli obiettivi limiti tecnici, ma che qui si è presentata con un coach di lusso (Mike Fratello) e la non indifferente, per non dire pesante, referenza di Paese organizzatore del prossimo Eurobasket che, tecnicamente, andrà a preparare a Madrid il prossimo anno.

L'Europeo dell'Italia non è comunque finito. Torna in campo domani per l'ultimo impegno, la finale per il settimo posto, ultimo utile per andare anch'essa al Mondiale 2014 in Spagna. L'unico problema è chi avremo di fronte: la Serbia di Iovic, grande delusa dell'Eurobasket, avversaria tradizionale. Loro vengono dal -30 con la Spagna e dal -18 con la Slovenia, noi da due serratissime partite, per non parlare dei tre incontri della seconda fase. Anche qui conterà chi ha conservato più riserve di ossigeno da utilizzare in un match che vale fin troppo: chi resta fuori, tenendo conto delle grandi (per tradizione, per richiamo, per potenza economica) già escluse (Russia, Turchia, Grecia, Brasile, Cina) non potrà fare troppo conto nemmeno sulla wild card da acquistare, visto che ce ne sono solo quattro.