Istanbul, no grazie

 di Alessandro Palermo  articolo letto 3054 volte
I potenti, i 'secchioni'
I potenti, i 'secchioni'

Il 2017 ci ha accolto a braccia aperte? No, ma la paura sì. L'anno nuovo si è presentato subito con una notizia poco rassicurante: un attentato terroristico ad Istanbul, che ha causato 39 morti in una discoteca della capitale turca. La strage di capodanno, rivendicata dall'Isis, si abatte anche sul mondo della palla a spicchi. La Final Four di EuroLega 2016-'17 sarà ospitata proprio da questa splendida città ma che - ora come ora - di splendido ha ben poco. Il terrore ed il buon senso ci sussurrano nell'orecchio di cambiare sede, le finali devono cambiare "casa". Perché Istanbul, in questo momento, non è sinonimo di casa. Casa dolce casa, quel posticino che dovrebbe essere confortevole per tutti ma che confortevole non é.

Il suggerimento c'é: cambiare ora, cambiare subito. Come in un compito in classe, abbiamo suggerito al secchione la risposta corretta ma lui non ci ascolta. Ci crede troppo stupidi, oltre che ritenere il suggerimento errato. «Meglio fare da soli», pensa il secchione. E' ciò che pensano i potenti, quelli a cui interessa soltanto avere il portafoglio pieno e le tasche gonfie. Le stragi turche degli ultimi mesi ed una situazione politica ai limiti della follia, ci suggeriscono di cambiare ora, di cambiare subito e di non aspettare maggio. Gli organizzatori della Turkish Airlines EuroLeague - lo sponsor della manifestazione dice tutto - per ora, non ne vogliono sapere di ascoltare. Meglio tapparsi le orecchie e fare di testa propria: i secchioni sono loro, gli stupidi siamo noi. Ad Istanbul, però, ci andiamo tutti. Se la sede della Final Four non dovesse cambiare, forse il divano di casa sarebbe il posto migliore per guardare l'atto finale. Casa dolce casa.

Editoriale a cura di Alessandro Palermo