In attesa di un futuro sempre più... Azzurro

12.09.2013 18:30 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1098 volte
In attesa di un futuro sempre più... Azzurro

(Mario Arceri) - Il traguardo è fissato per domenica 22 settembre alle ore 21, ma ce ne sono comunque di intermedi da superare, alcuni già tagliati. Il primo appunto a Capodistria, dove si è giocato praticamente in casa (mai visti tanti tifosi per la Nazionale all'estero) vincendo il girone davanti a Finlandia, Grecia, Svezia, Russia e Turchia: si temeva di dover ripetere l'amara esperienza di Siaulai in Lituania nel 2011, a casa già al termine del primo turno; si temeva la Russia, bronzo europeo uscente e bronzo olimpico a Londra, come anche la Finlandia che in questi ultimi tempi è cresciuta tantissimo. Turchia e Grecia? Sarebbe servito un miracolo.

Forse si poteva stare tranquilli solo con la Svezia, alla quale eventualmente strappare la terza vittoria necessaria per andare avanti se fosse andata davvero bene. E invece é andata molto ma molto meglio, e diversamente, dominando la Russia ben oltre quello che mostra il punteggio e stracciando la Turchia che ha pagato la fastidiosa supponenza dei suoi campioni. La Nazionale ha poi giocato la partita perfetta con la Finlandia, si è esaltata contro la Grecia  abbattendo le sue sicurezze e facendo nascere ben più di un dubbio a Trinchieri e a Vassilakopoulos, ha infine sofferto proprio contro la Svezia, ma nella partita che non contava più nulla, giocata senza Belinelli e Diener, portando comunque a casa anche questa volta il risultato, cosa che fa molto morale.

Questa la storia recentissima dell'Italia del basket che ha ricevuto i complimenti in diretta tv di Gigi Buffon. il portiere azzurro aveva appena conquistato i Mondiali di Rio del prossimo anno battendo la Rep. Ceca: dopo aver mandato - da grande tifoso di pallacanestro - gli auguri alla squadra il giorno d'avvio dell'Eurobasket, a fine partita ha voluto ricordare l'ottimo comportamento della nostra Nazionale e l'importanza per il movimento che hanno le vittorie degli azzurri, spiegando come alla base ci sia l'unità e la coesione del gruppo.

Detti dal capitano della Nazionale di calcio campione del mondo nel 2006 e vicecampione europea nel 2012, che con la sua squadra, la Juventus, ha vinto anche qualche scudetto e qualche Coppa e quindi se ne intende, i complimenti per l'Italia di Simone Pianigiani, così come la sua lettura del momento azzurro, sono preziosi e validi, riflettendo quello che è in effetti accaduto.

Lo sport regala gioie e delusioni. Non so ovviamente cosa potrà accadere da questa sera in poi, ma so che questa Italia ha già fatto davvero moltissimo, che non è affatto sazia, che cercherà di fare ancora molto di più e il più a lungo possibile. So anche, come tutti, che questa non è la formazione migliore per le assenze di Bargnani, Gallinari, Gigli, Mancinelli, Hackett, Polonara, ma so che alla chimica esplosiva che si è venuta a formare con i dodici ragazzi presenti in Slovenia forse solo Gallinari per il ruolo (non solo tecnico) assunto nel "gruppo" la scorsa estate potrebbe in questo momento dare qualcosa di più. E quel "qualcosa di più" avrebbe forse resa l'Italia imbattibile quest'anno.

Vanno onestamente considerate un paio di cose. La prima è che quasi ogni squadra lamenta assenze importanti (ma anche e soprattutto l'Italia) e che questi "buchi" ne hanno minato la competitività. La seconda è che forse proprio la consapevolezza di essere stati bersagliati in maniera così crudele dalla sfortuna ha consentito ai ragazzi di raggiungere una coesione morale, una condivisione degli obiettivi, un rapporto di amicizia talmente stretto che in campo si trasforma in lotta collettiva su ogni pallone, in spirito di emulazione del compagno e di assistenza. In questi giorni nessuno può dire di aver visto alcun azzurro tirarsi indietro, dare meno del cento per cento delle possibilità.

Non so se sia merito esclusivo di Pianigiani e del suo staff (che comunque si sono fatti accettare rendendosi credibili grazie ai risultati ottenuti in cambio dei sacrifici richiesti), o se questi ragazzi posseggono qualcosa (spirito di maglia, orgoglio di appartenza, perfino un po' di patriottismo se nella notte di Portorose sono echeggiate a lungo le note dell'inno di Mameli) di antico e che si pensava perduto. Giocano e vincono per se stessi, naturalmente, ma anche per la gente, e stavolta ne hanno sentito il calore, l'amicizia, l'affetto, l'entusiasmo, il sostegno corale e indiscusso e senza riserve, che hanno colpito perfino Diener, il primo a cantare l'inno durante la presentazione delle squadre percependo di stare vivendo qualcosa di importante.

Siamo obiettivamente poveri sotto canestro, possiamo schierare solo un giocatore (Belinelli) e mezzo (Datome: deve ancora prendere servizio a Detroit) della Nba, il più benevolo dei pronostici ci dava intorno al 12°-13° posto, quindi tra eliminazione al primo turno e qualificazione per il rotto della cuffia. Abbiamo sorpreso tutti, e allora cerchiamo di capire come e perché.

Ritengo che uno degli aspetti principali sia la trasformazione di Marco Belinelli, la sua responsabilizzazione: da indisponente egoista palleggiatore da buchi sul parquet, si è trasformato nel vero leader della squadra, imponendo personalità e qualità di gioco. L'altro importante requisito è la crescita di Gentile, divenuto il principale terminale offensivo di una squadra che ha almeno quattro tiratori eccezionali aggiungendo anche Aradori e Datome (tra i 12 e i 16 punti di media a partita). Gentile offre anche una grande fisicità, Datome un forte contributo difensivo, ed anche Aradori, il più impiegato da Pianigiani, ha imparato a difendere. Aspettandp regìa e canestri da Diener, fermato da un infortunio, Cinciarini sta prolungando in Europa il momento magico vissuto in campionato. Cusin e Melli si alternano sotto canestro con grande solidità il primo, con grande efficacia offensiva il secondo. Da Rosselli in particolare, e poi da Vitali e Poeta, confidando che anche per Magro possa esserci un'occasione di visibilità, il ct ottiene minuti di qualità.

Vedremo da questa sera se tutto questo proseguirà anche a Lubiana, dove l'Italia è attesa dalla Slovenia (ore 21) e poi dalla Croazia (sabato alle 14.30) e dalla Spagna (lunedì alle 17.45). Lo "step" successivo, come è noto, è la qualificazione per i quarti di finale che consentirebbe di puntare almeno al settimo posto (qualificazione diretta ai mondiali del prossimo anno in Spagna, evitando la spesa di un milione di euro richiesto dalla Fiba per l'assegnazione di una wildcard), senza escludere un piazzamento più alto, magari a ridosso del, se non proprio sul, podio. Bene, per qualificarci per i quarti, ma con l'ultimo posto, potrebbero bastare anche solo i quattro punti attuali, se la Grecia dovesse perdere almeno una partita (e il confronto con la Spagna di giovedì sarà subito decisivo) e due la Finlandia: resteremmo davanti avendole battute entrambe.

Naturalmente è meglio vincerne almeno una per garantirci subito un posto nei quarti. Se poi fossero più d'una, saliremmo in classifica e diminuirebbe, almeno sulla carta, il valore dell'avversaria da affrontare nel primo turno ad eliminazione diretta, aumentando le possibilità di raggiungere le semifinali, per le quali, timidamente sbilanciandomi in un pronostico, vedo (ma anche spero) ben piazzate Serbia, Spagna, Francia e Italia.