Eyenga e Maynor, con Caja è magia come nel 2015

 di Alessandro Palermo  articolo letto 1380 volte
foto IASENZA
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La Openjobmetis Varese è rinata. Con Attilio Caja in panchina i biancorossi sono passati dall'ultimo posto, al sogno playoff. Un sogno che sembrava destinato a rimanere tale ma che ora, dopo l'ennesima vittoria, diventa improvvisamente realtà. Varese è rinata, grazie all'uomo delle rinascite: Caja, nessuno come lui. Il "professor salvezza", uno abituato a stare nella zona calda della classifica, senza ustionarsi. Un coach pacato che con calma e freddezza riesce ad uscire dai momenti più bui, uno che però negli spogliatoi sa farsi sentire eccome. Calmo e gentile in conferenza stampa, in panchina si trasforma in un drago sputafuoco. I giocatori lo odiano, inizialmente, mentre se ne innamorano poi, con il passare del tempo. Un sergente di ferro, capace di trascinare tutti con la sua grinta. L'uomo delle rinascite ha cancellato dai ricordi l'incubo retrocessione, dando ai tifosi di Varese una speranza chiamata postseason. L'ottava piazza, utile per accedere ai playoff, dista soltanto due punti. Varese ha fame e le sei vittorie consecutive ne sono la prova.

DIETRO IL MAGIC MOMENT DI VARESE
Ieri la vittoria esterna nel derby con Cantù, dove Varese non vinceva da 10 lunghi anni. In prima pagina, oltre all'Artiglio, due giocatori: Eric Maynor e Christian Eyenga, non a caso loro, fedelissimi di Caja. Maynor ed Eyenga, i pretoriani dell'Impero varesino. Dietro la sesta meraviglia della Openjobmetis - nella notte di Desio - ci siamo fatti delle domande, questa quella più riassuntiva: «Cosa è successo a Varese?» Ci siamo dati una risposta, la seguente: «Caja si è fidato dei suoi giocatori e loro si sono fidati di lui». Delusi? Siamo stati forse troppo sintetici e banali? Può essere, per questo vogliamo motivare la nostra affermazione con delle analisi approfondite.

PRETORIANI
Caja si è fidato soprattutto di Maynor ed Eyenga, che già conosceva dopo averli allenati nel 2015. Ecco, partiamo proprio da lì. Nella stagione 2014-'15 Varese si affida a Gianmarco Pozzecco, il quale arriva - o meglio torna - nella "Città Giardino" accolto come un re. Andrà male, però, molto male. Quella Varese, capitanata da Yakhouba Diawara e Andy Rautins, passa nelle mani di Attilio Caja, giunto a Masnago il 24 febbraio 2015. L'esperto coach pavese erediterà una squadra allo sbando, portandola dai bassifondi della classifica all'undicesimo posto con 6 vittorie in 11 incontri (4 di fila). La mano, anzi facciamo l'Artiglio, di Caja si vide chiaramente alla luce del sole. Gli eroi di quel finale di stagione furono proprio Maynor ed Eyenga, che svoltarono la proria annata - e quella di Varese - grazie al cambio di allenatore. "Air Congo" arriva in biancorosso il 12 novembre 2014, mentre Maynor due mesi dopo, il 14 gennaio 2015.

EYENGA
Con Pozzecco: 11.1 punti di media in 12 gare
Con Caja: 17.8 punti di media in 9 gare

MAYNOR
Con Pozzecco: 7 punti e 6.5 assist di media in 4 gare
Con Caja: 15.9 punti e 7.7 assist di media in 11 gare


Come potete notare dalle statistiche sopra, la svolta fu evidente. Entrambi i giocatori fecero il loro esordio in un derby: Eyenga contro l'Olimpia Milano, in casa, nel match passato alla storia per la camicia che Gianmarco Pozzecco strappò dalla rabbia; mentre la prima di Maynor fu a Cantù, subito protagonista con una doppia doppia da 12 punti e 11 assist. Il cambio di rotta dei due passò dalle scelte di Caja, il quale cambiò ruolo al giocatore africano, lasciandogli nelle mani tanti punti. Mentre a Maynor, Caja, abbinò un centro "ballerino" come il funambolico Johndre Jefferson, dando all'ex Oklahoma la possibilità di mostrare tutte le sue qualità di playmaker.

CAJA 2.0
Stagione 2016-'17: Varese parte male ed, anche in questo caso, a farne le spese è l'alleatore, coach Paolo Moretti. Se nel 2015 fu Pozzecco a dimettersi, un anno e mezzo dopo è esonero. Moretti fa le valigie, torna Caja, il "professor salvezza". Diversamente della prima esperienza in biancorosso, l'Artiglio non parte bene, mettendoci un bel po' a carburare. Talmente tanto che Varese sprofonda all'ultimo posto, provocando infarti molteplici ai tifosi di Masnago. Poi, la storia la conosciamo tutti: 6 vittorie consecutive e undicesimo posto, con ancora cinque partite da giocare. Anche in questo caso, però, i protagonisti della svolta varesina sono Eyenga e Maynor, ancora loro, sempre loro.

EYENGA
Con Moretti: 12.3 punti di media in 12 gare
Con Caja: 13.7 punti di media in 12 gare

MAYNOR
Con Moretti: 12.4 punti e 5.4 assist di media in 12 gare
Con Caja: 11.9 punti e 5.5 assist di media in 13 gare


Dando un'occhiata alle statistiche possiamo notare come il miglioramento dei due giocatori è nascosto proprio nei numeri. Nel confronto abbiamo indicato soltanto l'impatto realizzativo ma c'è dietro dell'altro. Eyenga, ad esempio, ha incrementato - e di molto - le proprie percentuali al tiro, passando dal 16.7% da tre con Moretti, allo straordinario 43.2% con Caja. L'africano è migliorato anche da due: il 51.6% di ieri, è diventato oggi un ottimo 57.1%. Seppur meno visibile (numeri alla mano), il miglioramento c'è stato anche per Maynor, che sotto la guida Caja perde soltanto 2 palloni a partita. Con Moretti allenatore ne perdeva 3.3 di media. Il playmaker biancorosso è migliorato anche alla voce "valutazione": da 10.4 di media a 11.7. Quello che invece non dicono i numeri, lo dicono le giocate che non vanno a referto: Eyenga, con Caja, è diventato un signor difensore, mentre Maynor è tornato a splendere come nel 2015. Il segreto della ricetta forse sta proprio lì, in coach Attilio Caja, con lui è subito magia.

Editoriale a cura di Alessandro Palermo