Elogio a Kiril Bolshakov - Il professore lascia Cantù da vincente

 di Alessandro Palermo  articolo letto 2200 volte
Kiril Bolshakov
Kiril Bolshakov

E' arrivato sulla panchina di Cantù in punta di piedi, se ne va da signore. Il riferimento ha un nome ed un cognome: Kiril Bolshakov. L'allenatore ucraino - consapevole del momento "no" della squadra - si è dimesso, lasciando il posto di headcoach al grande Charlie Recalcati, tornato in Brianza ad allenare dopo 27 lunghi anni. Bolshakov - ex prof. di ginnastica alle scuole medie - torna a fare quello che forse gli riesce meglio, lavorare con i giovani. Nelle scorse ore Irina Gerasimenko è stata chiarissima: «Ho chiesto personalmente a Kiril di rimanere, sono davvero felice che abbia accettato. Vogliamo chiedergli di occuparsi in futuro della nostra Basketball School». Lady G non se lo voleva far scappare o forse, trattenerlo, è un modo gentile per ringraziarlo. Il lavoro svolto dal 55enne è stato impeccabile, chiaramente in relazione alle sue competenze. Il nativo di Dnipro non lascia la squadra in zona playoff, bensì a rischio retrocessione ma più di così non poteva fare, ha dato il massimo. Bolshakov, il quale ebbe come alunno alle scuole medie un certo Dimitrij Gerasimenko, si è seduto sulla panchina di Cantù da sconosciuto e da tale è riuscito a vincere 3 derby su 4. All'esordio ha saputo dare ai tifosi biancoblù una delle gioie più belle degli ultimi anni, vincendo a casa dell'odiatissima Varese un derby incredibile. Una vittoria folle, probabilmente la più sorprendente dell'ultimo decennio canturino. Kiril si è seduto per la prima volta sulla panchina (da capoallenatore) con una squadra allo sbando, salvo poi trionfare a Masnago con un roster decimato. Il derby numero 138 con Varese in Serie A, verrà ricordato per sempre come quello di Bolshakov. Un allenatore mediocre, chiamato a sostituire un grande allenatore come Rimas Kurtinaitis. I due non sono paragonabili, il palmares e la caratura internazione del lituano è di un altro pianeta,  ma intanto il campo ha detto che il fedelissimo di Dimitrj Gerasimenko ha fatto meglio del collega. Due sole vittorie in nove partite per Kurtinaitis, ben sette sconfitte. Cinque successi e sei ko, invece, per Bolshakov. I coniugi Gerasimenko lo vogliono ancora con loro, a Cantù, e fanno bene.

Editoriale a cura di Alessandro Palermo