Diciamo basta alle ipocrisie!!

28.04.2014 17:47 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
Fonte: Carlo Fabbricatore
Diciamo basta alle ipocrisie!!

~~Come diceva Gino Bartali: “L'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare”?
No, credo che il passato, il presente e il futuro siano  i tre tempi che condizionano la nostra vita ma che non debbano essere in contrapposizione bensì complementari fra loro. Ad esempio, è difficile scegliere il migliore giocatore di sempre, perché i metodi di allenamento e di alimentazione, i materiali tecnici, la velocità di esecuzione, le strutture fisiche degli atleti condizionano in modo tangibile le performance. Infatti le partite degli anni addietro sembrano in modalità slow motion paragonate   a quelle attuali.
Molti amici “baskettari” ricordano i vecchi momenti  felici ma, pur  rispettando il passato, si deve promuovere il presente ed essere propositivi. La nostalgia non deve impedire di guardare avanti.  
Le regole sono diverse, gli atleti a fine contratto possono svincolarsi e cambiare club, la libera circolazione di lavoratori della Comunità Europea ha cambiato radicalmente il modo di allestire le squadre,...e per ultima la novità più importante: i giocatori sono diventati professionisti.
Eravamo capitale sociale, proprietà dei nostri club senza avere alcun diritto di discutere le scelte sulle vendite del cartellino.
Le palestre erano piene di pubblico, ma la capienza, escludendo alcuni campi, era veramente scarsa: questa è la realtà!
Anche in passato sono sparite società storiche, nonostante  i costi di gestione fossero nettamente inferiori (Cagliari, Triestina, Goriziana, Padova, Venezia,...)
I dirigenti e gli allenatori non hanno voluto creare il ricambio generazionale a svantaggio del movimento ed adesso ci lamentiamo? 
Fino a 20/30 anni fa tutti erano geni e adesso sono tutti incapaci? Non ne sono sicuro, altrimenti  non saremmo nell'attuale situazione.
Erano tutti bravi istruttori gli allenatori dei settori giovanili? Non credo!
I preparatori atletici, escludendo quelli che arrivavano dall'atletica, non erano preparati adeguatamente per seguire i recuperi  post infortuni dei giocatori. Qualcuno ricorda?
I giornalisti erano tutti liberi da condizionamenti senza parteggiare per qualche squadra? A voi la risposta.
Si critica il web e i social network ma forse forniscono l'informazione più scevra da condizionamenti, oltre a essere gli strumenti preferiti dai giovani, che devono assolutamente essere coinvolti.
Marketing positivo, non solo lamentele!
Lo sport è ciclico e dopo tanti anni di magra potrebbe ritornare il nostro periodo di gloria; alcune nazionali stanno esaurendo il loro ciclo: iniziamo a sgomitare per prenderne il posto.
Dopo il successo degli Under 20, gli Under 18 hanno vinto una prestigiosa competizione come il torneo di Mannheim: forse sta sbocciando una nuova generazione di buoni giocatori italiani.
La vittoria di Reggio Emilia nell' Eurochallenge, dopo anni di digiuni internazionali dei nostri club, potrebbe essere un ulteriore buon auspicio per il nostro movimento.


Buona Pallacanestro a tutti.