Champions League, Dettmann (Strasburgo): "Negativa la polarizzazione in una sola competizione continentale"

Il coach dei transalpini, impegnati ad Avellino, non condivide il processo che vive il basket e più in generale lo sport europeo di vertice da un ventennio a questa parte"
 di Massimo Roca  articolo letto 338 volte
Fonte: Il Mattino
Champions League, Dettmann (Strasburgo): "Negativa la polarizzazione in una sola competizione continentale"

Avellino ritrova una formazione francese. Nell’avventura in Eurolega del 2008-09, l’Air conquistò una delle sue tre vittorie contro il Le Mans. Stasera la Sidigas proverà ad allungare la serie positiva casalinga contro i vice campioni di Francia dello Strasburgo. Il Pala Del Mauro è inviolato da 308 giorni. L’ultima a passare è stata Caserta il 23 dicembre 2015. Da allora 15 successi consecutivi. C’è la possibilità concreta di ritoccare ulteriormente il record. I biancorossi transalpini cercano un successo che possa traghettarli fuori dal tunnel in cui sono piombati. Finora solo una vittoria casalinga, in perfetta assonanza cromatica, contro i biancoverdi del Le Portel. Quattro invece le sconfitte in cui pesa anche un pizzico di sfortuna come in quella all’overtime ad Orleans oppure nell’ultima rimediata domenica scorsa a Pau dopo aver condotto per tre quarti di gara. Sono in fondo della classifica della Pro A francese insieme a Tolone e Nancy. In Champions League l’esordio è stato in linea con il campionato: prestazione incolore e sconfitta contro la Juventus Utena.

UNA VOCE FUORI DAL CORO - Alla guida degli alsaziani c’è Henrik Dettman, finlandese e coach della nazionale scandinava che analizza così il momento dei suoi: “Abbiamo tanti nuovi giocatori e sfortunatamente conviviamo con diversi infortuni”. Domani sera non ci sarà l’ala americana, Matt Howard, uno dei pochi superstiti della scorsa stagione. Ha problemi fisici e va verso il taglio: “E’ un problema importante da risolvere. E’ un giocatore fondamentale nei nostri equilibri”. Tempo di esami in casa Strasburgo: “Abbiamo i fari puntati ed affrontiamo una squadra molto ben bilanciata. La stella di questa squadra è la squadra stessa. Avellino è una delle meglio attrezzate non solo nel nostro girone, ma nell’intero panorama della Champions League”. Dettmann è stato coach della Germania di Dirk Nowitzki dal 1997 al 2004: “Quello che impari da lui ti ritorna indietro con gli interessi. E’ un talento eccezionale. Abbina la passione per il basket e la passione per il lavoro”. Pesante l’eredità raccolta da Dettmann: lo scorso anno Strasburgo ha disputato la prima fase di Eurolega ed è approdato finale in Eurocup. Ben quattro poi le finali consecutive perse nel campionato francese. Chiaro ed illuminante il pensiero sulla valenza della Champions League: “C’è bisogna di allargare il palcoscenico del basket di qualità che non può essere concentrato nei top team di Eurolega. E’ un processo comune anche al calcio che ha visto concentrare tutto in una sola competizione europea. E’ necessario per questo sport trovare nuove direzioni. La Champions potrebbe essere una soluzione per crescere in modo più omogeneo”.

EREDITA’ PESANTE - Una vera e propria discesa agli inferi, imprevedibile, dopo aver partecipato alla prima fase di Eurolega ed essere approdati in finale di Eurocup persa contro il Galatasaray. L’amarezza più grande è essere stata ad un passo dal successo in campionato solo quattro mesi fa. In vantaggio 2-0 nella serie di finale contro l’Asvel Villeurbanne è arrivata poi la remuntada dei lionesi per il 2-3 conclusivo. Il conseguente addio a coach Vincent Collet ha chiuso un ciclo di cinque anni con ben quattro finali di campionato perse consecutivamente. Un cambio di rotta che ha fatto da preludio ad una serie di partenze eccellenti. Sono andati via Rodrigue Beaubois, campione Nba con Dallas nel 2011 ed ora in Spagna a Vitoria, il play americano Tony Taylor (ora all’Enisey Krasnoyarsk in Russia) a lungo inseguito da Avellino la scorsa estate prima della scelta di Taurean Green, l’ex Montegranaro Mardy Collins (al Kuban in Russia), l’ala piccola americana Kyle Weems (al Besiktas), i centri Duport e Fofana e la guardia tedesca Kostja Mushidi che la Sidigas ha incrociato nell’esordio di BCL con il Mega Leks.

IL ROSTER - Coach Dettman può contare su un backcourt con molti punti nelle mani e buon trattamento di palla. Il 26-enne play tascabile americano Erving Walker (ex Veroli) è il top scorer (15 punti di media in campionato con il 48% nel tiro da tre) ma ha già le valigie pronte per far spazio ad un lungo americano. La guardia l’americano di passaporto polacco Aj Slaughter (lo scorso anno al Banvit in Turchia) che, dopo l’esordio a Biella in Italia, ha vestito anche la canotta del Panathinaikos. In ala piccola c’e il francese Papa Sy arrivato dal Gravelines. Nel 2010 fu scelto in Nba da Atlanta con cui firmò un contratto garantito di tre anni. Un infortunio al tendine di Achille durante la Summer League cambiò il suo destino. Sotto canestro c’è l’altro terminale offensivo del momento. Si tratta dell’americano, nato in Francia ma nazionale finlandese, Erik Murphy. Uomo di Dettmann in nazionale, per lui anche una stagione in Nba a Chicago nel suo esordio tra i “pro” nel 2013-14. E’ in grado di coprire entrambi i ruoli: attenzione al suo tiro da tre. Il centro è il 22-enne Jaiteh in costante crescita nelle ultime tre stagioni a Nanterre. Dalla panchina si alza il francese Paul Lacombe per cui si prefigurano maggiori responsabilità nell’immediato futuro. Un cambio sul perimetro è il 18-enne prodotto del vivaio locale Frank Ntilikina. Il sesto uomo, spesso in quintetto in questa fase, è l’altro superstite, l’ala Jeremy Leloup alla quarta stagione in biancorosso. Chiude le rotazioni l’altro baby di casa, Olivier Cortale.