Brindisi, mezzo scudetto. Milano-Sassari e Siena-Roma alle Final Eight

13.01.2014 08:18 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1604 volte
Fonte: www.marioarceri.it
Delroy James
Delroy James

Eccoci dunque al giro di boa. Alle spalle il girone di andata, la classifica della prima metà della stagione regolare ha scandito la graduatoria delle otto squadre migliori che a Milano, tra poco meno di un mese e quindi con tre nuove giornate da disputare, si giocheranno la Coppa Italia, altrimenti definita Final Eight. 

Perché è stata necessaria la puntualizzazione sui tre turni di campionato che ci separano dall'appuntamento di Assago? Perché in 120' tutto può cambiare nelle posizioni di vertice con cinque squadre nel giro di soli due punti ed una delle protagoniste annunciate, Sassari, che insegue a quattro punti dal vertice. Insomma: le otto migliori di oggi resteranno probabilmente tali tra un mese ma non necessariamente nella stessa posizione attuale, per cui gli accoppiamenti usciti fuori ieri sera (Brindisi-Venezia, Cantù-Reggio Emilia, Milano-Sassari e Siena-Roma) potrebbero non riflettere esattamente il rapporto di valori.

Ad esempio, vediamo in evidente crescita Milano: metabolizzando rapidamente l'innesto di Hackett ha reso più incisivo e produttivo per la squadra il contributo di Langford....

Vediamo in crescita anche Venezia ora cha va assimilando le lezioni di Markovski. Vediamo un po' in declino Siena che sta pagando troppo l'addio ad Hackett senza ricevere ancora da Haynes e Janning un adeguato supporto, una panacea tale da sanare o almeno tamponare il profondo vulnus della rinuncia a Daniel (dopo quella estiva a Moss e Kangur, andati anch'essi, insieme al coach Banchi, a rafforzare la nemica storica, l'Armani).

Sarà interessante seguire Roma che alterna agli scivoloni interni (4 vinte, 3 perse: Cantù, Bologna, Venezia) mirabili imprese esterne: due sole sconfitte (Avellino e Siena) e ben sei vittorie (peraltro contro le ultime sei della classe), l'ultima in ordine di tempo ieri a Varese, maturata con il 23-3 (e un parziale di 18-0 tra il 24' e il 30') della terza frazione di gioco, innestato da Hosley con la partecipazione di Taylor, Baron e del nuovo arrivato, Szymon Szewczyk, uno che non è venuto qui in Italia a svernare e che, rispetto al povero Eziugwu, può sicuramente dare un contributo ben maggiore in punti e in rimbalzi. 

Roma va seguita proprio per questa sua caratteristica di squadra corsara, favorita da un buon calendario che le avrebbe dovuto fruttare, vista la scarsezza tecnica delle avversarie, una classifica ben migliore: ospita Montegranaro, e poi Avellino (l'unica sconfitta esterna insieme a quella pesante di Siena), in mezzo va a Brindisi. Sarà interessante vedere se l'Acea riuscirà a spegnere una volta di più l'Enel.

E' indubbio che la squadra rivelazione fino a questo momento sia Brindisi. Campione d'inverno per la prima volta in una storia societaria che non presenta lunghe frequentazioni in Serie A e dunque per questo ancora più ammirevole. la squadra di Bucchi continua a sorprendere, stupire e far sognare i suoi tifosi. Certo, già domenica prossima, a Milano contro l'Armani, i sogni potrebbero incrinarsi e non ci sarebbe nulla di male visto l'importante differenziale tra i budget delle due squadre e, di conseguenza, il rapporto tecnico. 

Piuttosto, visto il programma della prima di ritorno (Roma-Montegranaro, Cremona-Siena, Pistoia-Cantù e Milano-Brindisi), non sarebbe affatto strano se domenica sera ci ritrovassimo nuovamente con cinque squadre al comando. L'unica differenza rispetto al recente passato sarebbe la presenza in testa, al posto di Sassari, dell'Armani Milano che coronerebbe così il lungo inseguimento, preparandosi ad un girone di ritorno che dovrebbe vederla inarrestabile nel suo cammino verso la pole position per i play off. E' nel suo destino, è praticamente impossibile che non accada: ha già cominciato a suonarle in Eurolega (trenta punti ai greci, come ai bei tempi, trent'anni fa, quando in campo c'erano D'Antoni, Meneghin e McAdoo), trionferà finalmente in Coppa Italia (e così la Final Eight potrà tornare ad essere ospitata da altre città assolvendo al suo compito di promozione del basket), si potrà finalmente cucire sul petto quello scudetto vinto tantissime volte, ma assente da diciotto anni nonostante l'Olimpia ci sia più volte andata vicina.

Del resto, dietro Brindisi e Avellino (+6), Milano è la squadra che vanta un confronto positivo con la passata stagione a metà campionato (+4) insieme a Venezia e Bologna (+2). Alla pari, invece, Cantù, Roma, Reggio Emilia, Caserta e Montegranaro, in negativo Siena, Cremona e Pesaro (-2), ma soprattutto Sassari (-6) e in particolare Varese, addirittura 14 punti in meno rispetto a un anno fa quando dominava largamente il campionato per poi cedere in semifinale play off a Siena che avrebbe quindi vinto il suo settimo scudetto, il primo in… rimonta.

Questa è probabilmente la novità più interessante della stagione. Negli ultimi sette anni c'era sempre stata una squadra sola al comando, e saldamente: per sei anni Siena, nel 2012-13 Varese. Quest'anno le cose sono cambiate, con sei squadre (comunque le migliori del passato campionato tenendo conto anche di Reggio Emilia e Venezia: Brindisi è l'unica e notevole novità, Varese la grande esclusa) che finora si sono divise la leadership. Probabilmente (la prudenza è d'obbligo viste le delusioni precedenti), d'ora in avanti l'Armani procederà con ritmi veloci rullando ogni avversaria, ma intanto e per lo meno fino a metà stagione il campionato è stato divertente, ricco di colpi di scena, piacevolmente equilibrato.

Un'ultima considerazione riguarda i neo…assunti. Bene Gordon nel Banco di Sardegna, ma forse più utile Chiotti nel dare sicurezza alle spalle di un Brindisi che aveva sotto canestro la lacuna maggiore. Molto bene anche Szewczyk, subito determinante nel largo successo di Roma a Varese. Marconato a Cantù rinforza la panchina, di Haynes e Janning a Siena s'è già detto: Haynes era stato decisivo domenica scorsa nel successo con Varese, non s'è ripetuto a Milano. Kyle Johnson e Donatas Zavackas, pur senza grandi numeri, sembrano essere utili a Cremona, alla seconda vittoria consecutiva dopo il loro arrivo.

Mario Arceri