Il CEO di Champions: "Apertura verso Eurolegue ma i principi dello sport non possono esser barattati"

Patrick Comninos in visita ad Avellino. Stasera sarà a Venezia.
09.11.2016 14:28 di Massimo Roca  articolo letto 234 volte
Fonte: Il Mattino
Il CEO di Champions: "Apertura verso Eurolegue ma i principi dello sport non possono esser barattati"

La Champions è anche l’occasione per discutere dei temi caldi del basket europeo. Ieri al Pala Del Mauro, accanto all’ex Avellino e Ostenda, Dimitri Lauwers, l’ospite d’eccezione è stato il Chief executive officer della Fiba Champions League, Patrick Comninos. Il numero uno della Bcl questa sera sarà a Venezia. In sella dalla scorsa estate si è intrattenuto con i giornalisti prima del match. Il suo è un primo bilancio sulla neonata creatura: “E’ un onore visitare i campi dove si sta disputando la competizione. E’ molto importante che io sia presente per capire come si sta sviluppando il tutto. Vogliamo seguire con attenzione ogni passo ed ogni club. La nostra attenzione è focalizzata su di loro verso i quali c’è grande disponibilità. Abbiamo concepito una struttura ed un rapporto in senso bilaterale”. Lo scopo è quello di elevare il livello complessivo della competizione rendendo onore al suo nome ed avvicinandola all’Eurolega con la creazione di un brand di valore: “In questo momento stiamo cercando di stabilizzarci creando un format unico per tutti i club. Ci stiamo occupando personalmente della realizzazione degli stickers e di tutti gli aspetti pubblicitari all’interno dei palasport. Dopo aver uniformato e stabilizzato ciò, proveremo a far un salto di qualità”. Impossibile non parlare del braccio di ferro ancora in atto tra Fiba ed Eurolegue. Il futuro è ancora nebuloso, ma Comninos apre ad una collaborazione: “Confidiamo in una crescita della nostra creatura tale da essere paragonabile al livello dell’Euroleague. Sicuramente la Champions può essere, in questo momento, una vetrina per quei club che possono ambire ad un futuro all’Eurolega. Speriamo che questa contrapposizione possa lenirsi in futuro”. La realtà parla di tutt’altro. Quella che si sta consumando tra Fiba e Eurolegue è una battaglia dove innanzitutto gli interessi economici sono preminenti. La partita in gioco è talmente alta che il tam tam quotidiano e l’attenzione per la singola tappa potrebbe far perdere di vista il quadro generale. Sul tavolo c’è una questione ben più importante. Arriva alle fondamenta della concezione dello sport, ma più in generale della società moderna. In gioco non ci sono solo giochi di poteri, contratti, sponsorizzazioni, c’è molto di più. Il merito, le pari opportunità, la spinta per il progresso, il sogno che attraverso lo sport una città, una parte di territorio, possa trovare la sua affermazione, la possibilità di ribaltare lo status quo, la democratica opportunità di scalare e di competere secondo le proprie abilità. E’ così difficile coniugare basket, spettacolo, modernità con la meritocrazia? E’ possibile creare un basket di meriti che tenda all’eccellenza? Sono queste le domande a cui la Champions cerca di dare risposta al numero chiuso dell’Eurolega: “E’ giusto che in Europa e nella nostra Champions si confrontino le squadre che sono al top. Confidiamo nelle leghe nazionali che hanno il polso della situazione. Hanno la possibilità di indicarci le squadre migliori da proporre in Europa. Ma il principio fondamentale resta quello dell’ascensore basato sul merito. Ogni squadra partendo dal basso deve avere la possibilità di raggiungere qualsiasi livello. Nel calcio, dove pure il dominio economico dei top team è evidente, la favola del Leicester è ancora possibile. E’ un concetto che non vogliamo barattare”.