"Il Diario di Cecco", Vescovi racconta #2: Una tassa per la Serie B

14.01.2017 00:01 di Alessandro Palermo   Vedi letture
Grafica di Alessandro Cremona
Grafica di Alessandro Cremona

Amici di Pianetabasket.com, ben ritrovati.
Scusate il ritardo ma le vacanze natalizie sono state abbastanza impegnative. Oggi vorrei esprimere il mio parere su un paio di argomenti risalenti a qualche settimana fa.

ALE GENTILE
Il primo argomento
è il trasferimento di Alessandro Gentile al Pana (quelli che sanno tutto di basket lo chiamano così).
Non mi interessa il perché della separazione tra giocatore e club, non si possono esprimere giudizi se non si sa come sono andate realmente le cose. A me interressa il giocatore, che, ricordiamoci, ha solo 24 anni e quindi rappresenta un patrimonio importante per la nostra pallacanestro, anche in funzione della Nazionale. In questo senso credo che questa sua nuova esperienza ad Atene ci restituirà un giocatore più forte, più consapevole della propria forza e più responsabile, perché si dovrà calare in una realtà dove sarà uno dei tanti buoni giocatori a disposizione di coach Pascual e di conseguenza sarà chiamato a dare il meglio di se in ogni allenamento e chiaramente in ogni partita. Non sarà più indicato come giocatore simbolo del club ma sarà considerato un professionista come gli altri componenti della squadra e in questo contesto, ne sono certo, crescerà sia come giocatore che come uomo. Fosse andato a giocare in un altro club italiano sarebbe rimasto prigioniero di continui paragoni e confronti con la sua esperienza milanese. Aria nuova, vita nuova! In bocca lupo!!!

COACH MESSINA
Altro tema è il clamore suscitato dalla notizia del proseguimento del rapporto tra la FIP e coach Ettore Messina, il quale sembra presterà la sua opera gratuitamente. Va beh, se se lo può permettere meglio per lui e per la Federazione di riflesso, o no? Sinceramente suscita in me clamore e stupore sapere che ben 64 allenatori, più o meno, lavorano nei club di Serie B percependo rimborsi per la maggior parte risibili e stiamo parlando come importanza del terzo campionato di pallacanestro in Italia. Sono allenatori che sono chiamati a lavorare molte volte in situazioni precarie ad orari impossibili, con squadre composte da giocatori alle prese con problemi chi di lavoro chi di studio. Sono allenatori che hanno tra le mani non solo giocatori di una certa esperienza, chiamiamoli maturi, ma anche tanti giovani, i cosiddetti under, atleti che rappresentano il futuro della nostra pallacanestro, magari non di primo livello ma comunque atleti con delle qualità da sviluppare ulteriormente.

LA DIGNITA'
Eppure nessuno che si scandalizza, che si sente offeso per questa situazione. Come mai? Forse perché non interessa a nessuno e quindi, perché parlarne se non fa notizia? Eppure basterebbe poco, basterebbe obbligare i club a versare il minimo di contribuzione assicurativa o rimborsare all’allenatore il minimo di contribuzione volontaria assicurativa (stiamo parlando di una cifra intorno ai 7.000 euro annui se non sbaglio), per garantire, dopo venti anni, una pensione minima a quelle persone che hanno dedicato la propria vita ad una passione, all’amore per l’insegnamento della pallacanestro. Basterebbe solo questo per dare dignità e soprattutto valore ad un ruolo importante del nostro ambiente. Eh si, basterebbe poco...

Cecco Vescovi,
Blog a cura di Alessandro Palermo