"Il Diario di Cecco", Francesco Vescovi racconta #1: Riccardo Sales

14.12.2016 11:40 di Alessandro Palermo   Vedi letture
Grafica di Alessandro Cremona
Grafica di Alessandro Cremona

Carissimi lettori,

inizio questa nuova esperienza con Pianetabasket ringraziando doverosamente Alessandro Palermo che, forse in preda ai fumi dell’alcool della sera prima, mi ha contattato una mattina per propormi di scrivere qualcosa sulla pallacanestro, così in generale, a 360 gradi.

Ok quindi da dove iniziare? Dall’inizio ovviamente, ricordando uno degli allenatori più prestigiosi che la Pallacanestro italiana abbia avuto nella sua storia, Riccardo Sales.

Un allenatore al quale devo molto, se non tutto, che mi ha dato la possibilità di provare a diventare un giocatore di pallacanestro e soprattutto colui il quale mi ha saputo indicare la strada giusta da percorrere.

Stiamo parlando del lontano 1983 ma ricordo benissimo le ore passate sul campo a ripetere movimenti, partenze, gesti, azioni, individualmente o con i compagni di squadra, guidati da Sales in maniera puntigliosa e con un attenzione ai particolari che non poteva fare a meno di riempire quello che comunemente chiamiamo il “bagaglio tecnico” del giocatore.

Aveva una gran pazienza nello spiegare in campo le cose ma quando questa si esauriva, e vi assicuro che molte volte era per colpa mia, iniziava prima a sbuffare (come per dire “ancora te lo devo spiegare?’’ e poi alla fine, quando era diventato già tutto paonazzo al culmine della sopportazione, si sentivano le sue urla che avevano il potere di ripristinare la concentrazione e l’attenzione dei giocatori. Aveva la capacità di essere severo ed esigente ma anche trasmettere tranquillità e parlare al giocatore come un secondo padre.

Chissà quanti giocatori è riuscito a plasmare, creare e formare, proprio come un artista.

Che grande.

Ma qui mi sorge una domanda che potrebbe dare spunto anche a delle riflessioni sulla pallacanestro odierna: ma un artista, pardon un allenatore, come Sales, oggi, avrebbe tutta la giusta considerazione che ebbe allora? Bella domanda ehhh? Mandatemi le vostre opinioni, sono curioso di sapere cosa ne pensate.

Intanto però lasciatemi finire con due sole parole, che non ho mai detto quando dovevo e potevo, ma che con tutto il cuore dico adesso: GRAZIE COACH !!!!

 

Alla prossima,
Cecco.

Per "interagire" con Francesco Vescovi, l'allenatore vi invita a commentare sotto l'articolo sulla nostra pagina "chocfilms". Blog a cura di Alessandro Palermo.